Mettere in pratica le lezioni della Conferenza generale

Messaggio dei dirigenti di area

Anziano Matthieu Bennasar, Francia
Anziano Matthieu Bennasar, Francia Settanta di area

Mi sono chiesto spesso quale sarebbe la reazione delle persone se si potessero comprare dei biglietti per andare a vedere Adamo al Wembley Stadium, Abrahamo allo Stade de France o Mosè allo stadio Santiago Bernabéu. Molti sarebbero disposti a provare ad andarci e persino a pagare una consistente somma di denaro per poterlo fare.  Come Santi degli Ultimi Giorni, ogni sei mesi siamo invitati a banchettare con le parole dei profeti moderni.  Ora la Conferenza generale si troverà nel nostro specchietto retrovisore per qualche mese.  Quali benefici abbiamo tratto dalla sua possente influenza?  Come sono cambiate le nostre vite?  Come abbiamo messo in pratica le preziose lezioni ricevute? 

Mentre mi preparavo per questo messaggio, ho chiesto ai membri della mia famiglia quali benedizioni hanno tratto dal mettere in pratica gli insegnamenti della nostra ultima conferenza generale.  Di seguito sono riportate alcune delle loro perle di saggezza.  Quali sarebbero le vostre?

– “Prima pensavo che la mia vicinanza al Signore fosse inversamente proporzionale al mio bisogno di pentirmi:  se non avessi avuto bisogno di pentirmi, avrebbe significato che non stavo facendo nulla di male e che quindi mi trovavo sul sentiero giusto!  Ora, grazie al profeta, comprendo che è l’esatto opposto:  per poter avere successo spiritualmente, il pentimento deve essere un impegno giornaliero nella mia vita”.

– “Dopo la Conferenza generale ho sentito di dover studiare le Scritture con maggiore intento, e come risultato ho ricevuto più suggerimenti spirituali che ho cercato di seguire”.

– “Ho capito quale elemento mi può indicare che posso considerare completo il mio pentimento:  sentire lo Spirito del Signore nella mia vita significa o che ho ricevuto il perdono, o che sono sulla strada giusta per poterlo ricevere”.

– “Durante la Conferenza ho sentito un maggiore desiderio di dedicare più tempo alla ricerca della rivelazione personale.  Questo ha fatto sì che giungessero davvero più rivelazioni e più suggerimenti spirituali nella mia vita, cosa per cui sono riconoscente”.

– “È stato ribadito che non esiste un modo giusto di fare cose sbagliate e questo mi ha aiutato a fronteggiare la tentazione con maggiore successo”.

Meditando su queste risposte sono emersi tre principi che possono aiutarci a estendere le benedizioni che la Conferenza generale può portare:

  1. Non esiste una scorciatoia per la crescita spirituale, dobbiamo fare noi il lavoro. Per quanto la Conferenza possa essere edificante e portare ispirazione, non potremo godere della crescita spirituale che ne deriva fino a che non agiremo sulla base dell’ispirazione personale ottenuta.
  2. Quando ci concentriamo sulle promesse ricevute durante la Conferenza, riconosciamo più prontamente le benedizioni del Signore e sentiamo il Suo amore in modo più possente.  Potremmo gioire dell’apertura delle nazioni al Vangelo senza però comprendere che ciò fa parte delle benedizioni promesse di recente dal profeta nel suo appello a usare in modo corretto il nome rivelato della Chiesa.  Il presidente Nelson ha detto: “Vi prometto che se faremo del nostro meglio per ritornare all’utilizzo del nome corretto della Chiesa del Signore […] avremo la conoscenza e il potere di Dio che ci aiuteranno a portare le benedizioni del vangelo restaurato di Gesù Cristo a ogni nazione, tribù, lingua e popolo”[i].
  3. Come ci ricordano le Scritture, il modello dell’apprendimento spirituale si basa sulla ripetizione: per poter ricordare, assimilare e, infine, fare propri i principi della Conferenza generale, occorre rivederli più volte.  Per questa ragione, è raro che studiarli una volta sola porti a godere dei benefici che ci si aspetta.  È tramite la nostra decisione volontaria di studiare ripetutamente che i comandamenti restano scolpiti nel nostro cuore e noi diventiamo delle testimonianze viventi.

Mentre meditiamo sulla conferenza passata e ci prepariamo per quella futura, ricordiamo che le conferenze ci concedono il privilegio di ridurre fortemente, per qualche tempo, la distanza tra noi e la Divinità e ci donano un’opportunità perfetta per sfiorare la mano di Dio.

 


[i] Presidente Russell M. Nelson, “Il nome corretto della Chiesa”, ottobre 2018